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Diffusione della Breda 30 tra i partigiani
view post Posted on 29/10/2009, 12:35Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 23:36


CITAZIONE (ghirghi @ 29/10/2009, 12:25)
Si l'articolo sul PIAT mi interessa; tu sai che, non potendo collezionare quelle vere, mi accontento delle riproduzioni fotografiche di tutte le armi su cui ho messo le mani e, naturalmente, con tutte le informazioni che mi riesce di ricuperare.

jan

Ciao, in giornata provvedo.

ciao, g.u.
 
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view post Posted on 29/10/2009, 13:39Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 22:04


CITAZIONE (ghirghi @ 29/10/2009, 12:25)
.... tu sai che, non potendo collezionare quelle vere, mi accontento delle riproduzioni fotografiche di tutte le armi su cui ho messo le mani ......
jan

..ed è un peccato che non Te ne sei tenuto un campionario (magari anche disattivate e non efficienti come qualche Tuo collega....) sicuramente ora avresti un discreto museo.....
 
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view post Posted on 29/10/2009, 13:50Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 20:33


CITAZIONE (kanister @ 29/10/2009, 12:35)
CITAZIONE (ghirghi @ 29/10/2009, 12:25)
Si l'articolo sul PIAT mi interessa; tu sai che, non potendo collezionare quelle vere, mi accontento delle riproduzioni fotografiche di tutte le armi su cui ho messo le mani e, naturalmente, con tutte le informazioni che mi riesce di ricuperare.

jan

Ciao, in giornata provvedo.

Ricevuto. Grazie Kanister, per l'invio e per la cortese sollecitudine.

jan
 
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view post Posted on 29/10/2009, 14:08Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 23:07


Sempre parlando di armi automatiche di preda bellica...La monumentale "Storia della II G.M." di Enzo Biagi dice che il partigiano "Cimitero" (di cui ho dimenticato il nome di battesimo) si impadronì senza colpo ferire di un carretto di mitra Thompson M1928 catturati alla Francia e rimasti inutilizzati in caserma per ben tre anni. Con uno di quelli si guadagnò poi il suo soprannome!!
 
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view post Posted on 29/10/2009, 14:24Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 20:33


CITAZIONE (157° @ 29/10/2009, 13:39)
CITAZIONE (ghirghi @ 29/10/2009, 12:25)
.... tu sai che, non potendo collezionare quelle vere, mi accontento delle riproduzioni fotografiche di tutte le armi su cui ho messo le mani ......
jan

..ed è un peccato che non Te ne sei tenuto un campionario (magari anche disattivate e non efficienti come qualche Tuo collega....) sicuramente ora avresti un discreto museo.....

Non infierire.... ti prego!

Solo da quando frequento questo Forum ho potuto rendermi conto......... prima non la sapevo!

Tieni presente che il mio punto di partenza inizierebbe dall' 8 settembre 1943. Non ti dico tutto quello che mi è passato fra le mani, e da vero imbecille, ho distrutto o ignorato. Non ti dico, poi, del periodo finale perchè quando ci penso mi si rovina il fegato!
Ti assicuro che nelle mia vita di caz.... ne ho fatte parecchie. Ma tu mi rammenti quella che maggiormente mi rode!!!!

Museo? Con quello che mi è passoto per le mani, altro che museo!!!!!

Mi dico spesso ...Se...Se...Se... Poi mi consolo ricordando un detto della Liguria di Ponente
"se...se...se... o lé u paje di trei cugliassi!" (se...Se...Se... é il padre dei tre cogl....)

Ti saluto. Ciao. jan.

CITAZIONE (Barba elettrica @ 29/10/2009, 14:08)
Sempre parlando di armi automatiche di preda bellica...La monumentale "Storia della II G.M." di Enzo Biagi dice che il partigiano "Cimitero" (di cui ho dimenticato il nome di battesimo) si impadronì senza colpo ferire di un carretto di mitra Thompson M1928 catturati alla Francia e rimasti inutilizzati in caserma per ben tre anni. Con uno di quelli si guadagnò poi il suo soprannome!!

Si chiamava Bruno Schivo. Nel Dicembre 1944 i nazifascisti riuscirono a catturare suo padre e la fidanzata. Il padre, 53 anni, e la fidanzata, Giovanna Viali di 23 anni, prima di essere trucidati, vennero disumanamente torturati affinchè rivelassero il luogo dove "Cimitero" si nascondeva.

La storia del carretto colmo di Thompson non mi ha mai convinto tanto! Dove sono andati a finire, chi mai li ha utilizzati. Non ricordo di avere mai visto tanti Thompsan da riempire un carretto. Come non ho mai visto fotografie di Cimitero con una tale arma.
 
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view post Posted on 29/10/2009, 14:32Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 23:36


CITAZIONE (Barba elettrica @ 29/10/2009, 14:08)
Sempre parlando di armi automatiche di preda bellica...La monumentale "Storia della II G.M." di Enzo Biagi dice che il partigiano "Cimitero" (di cui ho dimenticato il nome di battesimo) si impadronì senza colpo ferire di un carretto di mitra Thompson M1928 catturati alla Francia e rimasti inutilizzati in caserma per ben tre anni. Con uno di quelli si guadagnò poi il suo soprannome!!

Ciao, se il partigiano "Cimitero" è lo stesso che penso io nelle foto lo si vede sempre armato di MP40 o di MAB.
Tralasciando il Biagi, ci vuole poco comunque a controllare.

ciao, g.u.
 
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view post Posted on 29/10/2009, 14:42Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 20:33


Ciao, Kanister, ancora una volta ci siamo sovrapposti!
poichè Biagi riferisce di armi catturate alla Francia e depositate in caserma per tre anni, penso si riferisca a una caserma del ponente ligure, dove l'unico "Cimitero" che si conosca operava. A mio parere si tratta certamente della persona a cui anche tu fai riferimento.



Ciao. jan
 
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view post Posted on 29/10/2009, 15:02Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/1/2010, 00:45


Ciao a tutti,

kanister, ho letto il tuo post sui fucili mitragliatori, è molto ben suddiviso e, escludendo armi strane ed improbabili, ho trovato un conciso ma efficace indice di quanto impiegato dai partigiani.

Tornando al Breda 1930 l'arma era piena di limiti e, ovviamente, paragonata al Bren può solo risultare piena di difetti.
Quando mio suocero era in vita ho spesso parlato con lui di quest'arma, con cui aveva una grande confidenza avendola usata sul fronte francese nel 1940 e su quello greco albanese in seguito. Il suo giudizio era meno negativo del nostro. Mi capitava di insistere sulla questione degli inceppamenti per la lubrificazione e lui mi rispose. "..in Grecia c'era fango e neve e l'olio si gelava o si impastava con la terra, allora svuotavo il serbatoio, lavavo i pezzi dell'arma con la nafta, li asciugavo e poi, lubrificando solo le parti meccaniche e non le cartucce, l'arma andava benone,,,,,,la bassa velocità delle raffiche permetteva di sparare brevi raffiche ben mirate..tra l'altro la Breda era precisa.."
Ho riassunto grossolanamente in poche battute lunghe chiaccherate, ma il succo è tutto lì..bisogna tener conto che non aveva mai avuto una pietra di paragone, comunque è pur sempre una testimonianza.

Saluti a tutti giacomo

ALBIS ARDUA
 
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view post Posted on 29/10/2009, 16:09Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 22:04


....chissà se sotto le erbacce della 3^-4^ aiola a dex della caserma x 157°ci sono ancora i 2 breda 30.....Baru controlla con i tuoi agganci...
 
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view post Posted on 29/10/2009, 16:25Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 23:36


Ciao, incontro di tanto in tanto un ex appartenente alle forze dell'odine che si occupava dell'armeria del reparto a cui apparteneva.
A differenza di tutto ciò che si legge e si sente si dichiara entusiasta del Breda 30.
Ricordo anche un articolo che scrisse una decina di anni fa per una rivista del settore, forse Diana Armi, in cui raccontava le sua esperienze con queste armi, soprattutto con un ultimo lotto destinato alla demolizione, con cui aveva sparato migliaia di colpi residui che avrebbero dovuto essere anch'essi distrutti: in fin dei conti spararli equivaleva a distruggerli.
Il succo di tutto era che in effetti il Breda 30 non era poi così male come si racconta.

ciao, g.u.
 
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24 replies since 28/10/2009, 19:45
 
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