... alla condotta di autovetture ed autocarri comuni - con motore a scoppio in servizio militare.
Più comunemente noti come patente o "patentino" militare, degli anni a cavallo del 1950.

Il primo è del ‘47, modello N. 1581, il secondo del ‘48 modello N. 1625. In entrambe i casi un semplice cartoncino piegato in due, stampati a Gaeta nella tipografia del carcere militare o “stabilimento militare di pena” secondo la dizione ufficiale. Portano ancora lo scudo sabaudo affiancato dai fasci littori e l’intestazione Ministero della Guerra e differiscono solo di poco nelle dimensioni.


Il secondo ed il terzo sono anch’ essi del ‘47 e del ‘48 ma sono modello N. 1626, un librettino di 12 pagine dalla copertina in cartoncino verde. Stampati durante la guerra, anche questi intestati Ministero della Guerra, ma lo scudo sabaudo è stato cancellato con un tratto di penna in un caso ed un timbro Repubblica Italiana, nell’altro. Stabilimenti tipografici Vallecchi. Ogni pagina è dedicata ad una categoria di mezzi per cui si può conseguire l‘idoneità:
a) Autoveicoli comuni azionati da motore ad iniezione
b) Trattrici
c) Trattori a telaio snodato tipo Pavesi
d) Trattori a telaio rigido
e) Trattori a cingolo
f) Carri armati
g) Autocarrette
h) Autocarri “dovunque”
i) Autocarri ad alimentazione speciale
l) Compressori stradali
+ 2 facciate bianche “Riservate ad altra eventuale categoria che venisse stabilita dal Ministero”


L’ultimo è molto posteriore, del ‘54 ed ha sempre lo stesso numero di modello, il 1626; la stella repubblicana rimpiazza lo scudo Savoia ed il ministero è adesso quello della Difesa. Dai possibili Enti autorizzanti il rilascio del patentino, esemplificati in basso sulla copertina, scompare il RCTC e le categorie dei mezzi sono state aggiornate:
a) Trattrici
b) Trattori a ruote
c) Trattori a cingolo
d) Carri armati
e) Autoblinde
f) Autocarri “dovunque”
g) Compressori stradali
+ 5 facciate bianche “Riservate ad altra eventuale categoria che venisse stabilita dal Ministero”


Giancarlo - Savoye bonnes nouvelles