Si chiamava Teritorijalna Odbrana (Difesa Territoriale), ed era un'organizzazione armata di riservisti civili (paramilitari) attiva in tutte e sei le ex repubbliche che formavano la Federazione. Ovviamente non è da confendere con l'esercito nazionale (JNA), che aveva i suoi regolari riservisti militari.
Dal 1969, con la riforma della legge sulla difesa nazionale, era stata introdotta la cosiddetta "Opstenarodna odbrana" (Difesa nazionale totale), ovverosia in caso di attacco da parte di forze straniere (lo scenario considerato era quello di una guerra globale tra NATO e Patto di Varsavia, con la Jugoslavia non allineata in mezzo ai due blocchi), sapendo bene che per quanto l'esercito fosse ben attrezzato e preparato non avrebbe potuto da solo reggere oltre un certo periodo, qualsiasi civile che si fosse opposto in armi all'invasore sarebbe stato de facto considerato un membro attivo delle forze armate... Si trattava insomma di applicare quella forma di guerriglia mordi e fuggi che si era rivelata estremamente efficace ai tempi della Seconda guerra mondiale.
Passando nello specifico ai Tomphson, un certo quantitativo era stato donato alla Jugoslavia sotto forma di aiuti USA alla fine del secondo conflitto, e dopo alcuni anni declassato dall'armamentario dell'esercito a quello della Difesa Territoriale (TO). Nel caos post-91 chiunque ha potuto mettere le mani su questi magazzini, in realtà era già almeno dal 1989-90 che in Croazia e Bosnia si stavano accumulando segretamente depositi illegali di armi, nell'eventualità che presto sarebbero tornate utili...
Tra l'altro più ancora di armi attive, si trattava di moltissimi pezzi di scorta nuovi di pacca, dai quali vennero costruite nuove armi: precisamente, a Slavonski Brod, in Croazia, nel 1991 era attiva una vera fabbrica militare, l'"Industria Djuro Djakovic", che forgiava queste nuove armi: le cartucce del Tomphson avevano dei marchi croati.
Anche le munizioni calibro .45 erano direttamente prodotte in Jugoslavia.
Edited by -Drugo- - 1/11/2009, 23:18Soldati! Eroi! Il comando supremo ha cancellato il nostro reggimento dai suoi registri. Il nostro reggimento è stato sacrificato per l'onore di Belgrado e della Madrepatria. Perciò, non dovete più preoccuparvi per le vostre vite - esse non esistono più. Quindi, avanti per la gloria! Per il Re e la Patria! Lunga vita al Re! Lunga vita a Belgrado! - Maggiore Dragutin Gavrilović (7 ottobre 1915, la città sotto assedio austriaco)